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| Intervento a Milano - 30 aprile 2009 |
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Se sarò eletta al Parlamento europeo, vorrei lavorare per trovare strumenti legislativi che servano ad arginare il precariato, che è diventato una vera emergenza sociale nelle nostre regioni ed è uno sfruttamento senza scrupoli della forza lavoro di tutte le età Non è giusto che giovani stagisti passino da uno stage all’altro, sempre fornendo una prestazione lavorativa ma ogni volta senza essere pagati Non è giusto che ex giovani siano precari da anni, sempre sottopagati, sempre con l’incubo di essere licenziati da un giorno all’altro senza nessuna garanzia e specialmente se sono donne che rimangono incinte. Non è giusto che persone di 40 – 50 anni perdano il posto fisso perché le loro fabbriche chiudono i battenti o ristrutturano o devono ridurre gli organici e queste persone debbano tirare avanti con lavori di ripiego.
In questa emergenza ci sono conseguenze non solo economiche ma anche psicologiche, c’è umiliazione, spesso c’è la depressione che può avere gravi conseguenze familiari e in qualche caso anche sfociare in vere e proprie tragedie.Bisogna ritrovare il modo di dare garanzie a questi lavoratori, e soprattutto limitare il ricorso al lavoro precario. Oggi stanno sparendo i posti fissi, bisogna urgentemente invertire questa tendenza. Inoltre i datori di lavoro – se vogliono garantirsi lo sviluppo futuro delle loro imprese e la competitività, devono investire sulle risorse umane, devono valorizzarle, svilupparne le capacità e non solo guardare all’incidenza del costo. Collegato con questo problema ce n’è un altro che mi sta molto a cuore ed è la parità tra uomo e donna. Cioè il diritto delle donne di fare carriera ed essere retribuite allo stesso livello dei maschi.Quanto sia difficile l’ho provato sulla mia pelle, ed oggi anziché migliorare la situazione è resa ancora più difficoltosa proprio dall’incombere di lavori precari. Occorre che la classe imprenditoriale diventi capace di favorire le carriere guardando a dati oggettivi, alle capacità, al potenziale, alle qualità professionali ed umane delle persone, indipendentemente dal genere e non decidere per preconcetti o altro.
Un altro punto del programma che mi preme è quello dell’ambiente e delle energie rinnovabili. Sono molto interessata all’attività relativa allo sviluppo per l’appunto di queste energie che hanno il duplice vantaggio di farci respirare un’aria più pulita e nel contempo creare nuovi posti di lavoro in questo settore merceologico. In sostanza penso che sia importante fare una politica che non tenga conto solo degli aspetti economici, ma che guardi anche al lato morale ed etico. La mia azione e il mio impegno saranno in questa direzione
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