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Nato a: Lucca, 17 luglio 1948
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Lettera della sorella di un operaio morto all'Umbria Olii PDF Stampa E-mail
Scritto da Manuela Paladini   
Giovedì 13 Agosto 2009 00:00

28 luglio 2009

 

Ricevo da Marco Bazzoni – Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza – la lettera di Lorena Coletti, sorella di uno dei quattro operai morti all’Umbria Olii di Campello sul Clitumno.

La pubblico perché il maggior numero di persone possa leggere l’angoscia delle famiglie ma soprattutto rendersi conto del cinismo dei titolari dell’Umbria Olii e della difficoltà di ottenere giustizia se non si è ricchi e potenti……..

  

Sono Lorena Coletti, sorella di una delle vittime
della strage della Umbria Olii di Campello sul Clitunno (Pg).
Il 25 novembre 2006, quattro uomini si alzarono e
partirono per andare al lavoro, per guadagnarsi da vivere.
Era di sabato, il lavoro lo avevano iniziato il
martedì: dovevano installare delle passarelle sopra a dei silos.
In quei silos c'era un gas, il gas esano, un gas
molto infiammabile, questo poiché nessuno aveva
fatto una bonifica di questi silos.
Verso le 13 di quel maledetto giorno un enorme esplosione avvenì.
Venni a sapere della notizia solamente la sera molto tardi.
La moglie che lo aspettava per il pranzo, non
vedendolo tornare fece un giro di telefonate ai
suoi colleghi, ma fu un vano tentativo, perchè non ottenne nessuna risposta.
Fino a che, non telefonò alla moglie del datore
di lavoro, che gli diede la notizia.
Giuseppe Coletti, mio fratello, Maurizio Manili,
datore di lavoro,Vladimir Thode e Tullio Mottini erano morti nell'espolsione.
Unico sopravvissuto Claudio Demiri.
Il proprietario della Umbria Olii, fu indagato e
rinviato a giudizio con l' accusa di omicidio
colposo plurimo e violazione di norme per la sicurezza sul lavoro.
Secondo l' accusa, Del Papa avrebbe dovuto
avvertire i lavoratori della ditta Manili, della
pericolosità delle sostanze contenute nei
serbatoi, dove non era mai stata fatta la bonifica.
Un omissione, che sarebbe secondo i giudici e i
periti dell'accusa, alla base dell'incidente,
causato dall'utilizzo di una fiamma ossidrica per
terminare i lavori sulla superficie metallica dei silos.
Il 24 novembre prossimo, doveva iniziare il
processo penale, ma Giorgio Del Papa e la sua
difesa impugna il tutto facendo ricorso in
Cassazione contro il rinvio a giudizio.
Oggi apprendo la notizia dal mio avvocato, che la
Cassazione decide a ottobre sul ricorso di Del Papa.
Ma per la seconda volta, viene alla mia famiglia
fatta un' altra richiesta di risarcimento.
Sono passati quasi tre anni, e l' anno scorso ci
fu la prima richiesta: di oltre 35 milioni di euro.
Ora mi chiedo, se anche quest'anno la cifra sia
sempre quella oppure, se hanno messo a conto
anche gli interessi, visto il tempo che è passato.
Sottolineo, che a mio fratello Giuseppe Coletti
e' stata stroncata la vita, e a Giorgio Del Papa
non è stato neanche dato un giorno di carcere e
tanto meno gli arresti domiciliari.
Questa e' la giustizia Italiana!!!!!
In tre anni mio fratello e' stato ucciso diverse volte, ora dico basta.
Degli operai che partono la mattina per fare il
loro dovere, per mantenere la famiglia e fare una
vita onesta e dignitosa, non meritano di morire.
Come non meritano che la loro dignità' venga
calpestata da assurde richieste di risarcimento, mandate da chi li ha uccisi .
Non lo permetto!!!
Vorrei che Del Papa sapesse, che la vita di
quattro persone vale molto più' di qualsiasi cifra che lui chiede.
Ma il peggio di tutto è, che e' ancora libero, e
che lo Stato Italiano gli permette di fare queste cose.
Chiedo inoltre, di poter incontrare il Presidente
della Repubblica per poter parlare personalmente con lui:
 
Egregio Presidente della Repubblica, La invito,
dopo tutte le parole spese chiedendo più
sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, a non
firmare assolutamente il Dlgs correttivo al Dlgs 81/08.
Se è coerente con le sue dichiarazioni, non può
firmare un decreto che è un colpo fatale alla
sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.
 
Io non mi arrenderò e non permetterò più che la
memoria di mio fratello e delle altre vittime
venga calpestata, sono esseri umani morti per lavorare, non per divertimento.
Finchè avrò vita li difenderò; di sicuro non mi
limiterò a fare fiaccolate, ma cercherò di
fermare chi ancora una volta vuole calpestare i lavoratori di Italia.
Basta prendersela con Giuseppe Coletti e le altre vittime della Umbria Olii.
Saluti
Lorena Coletti

Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Settembre 2010 14:23
 

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